Tra immigrati e italiani stesso tasso di criminalità

29 gennaio 2010

da repubblica.i

I dati ufficiali dimostrano che l’80% delle denunce a carico di stranieri riguarda irregolari;

ma anche tra questi, in quattro casi su 5 il reato contestato è l’assenza del permesso di soggiorno

ROMA – Sono i numeri a dire che gli immigrati non delinquono più degli italiani. Secondo i dati dell’Istat, il tasso di criminalità degli immigrati regolari, in Italia, è “solo leggermente più alto” di quello degli italiani (tra l’1,23% e l’1,4%, contro lo 0,75%) ed è addirittura inferiore tra le persone oltre i 40 anni. Di fatto, i dati sono “equiparabili”. E’ vero invece la stragrande maggioranza dei reati commessi da stranieri in Italia è opera di immigrati irregolari.

Parlano ancora le cifre ufficiali, secondo le quali il 70-80% degli stranieri denunciati sono irregolari. Anche qui, però, i dati sono da leggere con attenzione perché, sul totale delle denunce, l’87% riguarda proprio la mera condizione di clandestinità: il reato commesso da 4 stranieri su 5 denunciati riguarda insomma l’essere stati sorpresi in Italia senza permesso di soggiorno e dunque la violazione delle leggi sull’immigrazione.

In generale, dicono le statistiche, non esiste un legame fra l’aumento degli immigrati regolari e l’aumento dei reati in Italia: tra il 2001 e il 2005, ad esempio, mentre gli stranieri sono aumentati di oltre il 100%, le denunce nei loro confronti sono cresciute del 45,9%.

Al di là delle polemiche politiche, sono comunque nettamente superiori gli aspetti positivi dell’immigrazione. In Italia gli immigrati regolari, secondo i più recenti rapporti di Caritas Migrantes e Ismu, sono oltre quattro milioni e mezzo, il 7,2% della popolazione, una percentuale che supera per la prima volta la media europea (6,2%). Dal 1998 al 2008, la crescita è stata del 246% e se il trend resterà invariato, come prevede l’Istat, nel 2050 gli italiani di origine straniera saranno oltre 12 milioni.

I lavoratori stranieri sono circa due milioni e producono il 10% del Pil nazionale. I vantaggi dello Stato sono visibili da altri numeri: gli immigrati versano ogni all’Inps sette miliardi di euro e pagano al Fisco una cifra che supera i 3,2 miliardi di euro. Inoltre, ogni cento neonati in Italia, ormai più del 12% ha un almeno un genitore straniero.


passati i 7000

28 gennaio 2010

piccolo motivo di soddisfazione aver passato i 7000 contatti, ma si vive anche di piccole cose…..


regionali – argomenti

17 gennaio 2010

E’ certamente vero che in questo blog, tra le altre, abbiamo la fissa delle politiche sull’energia, riteniamo infatti assolutamente primario l’argomento, sia per le politiche da attuare a livello nazionale e globale sia per le politiche da attuare a livello regionale e locale.

Riguardo alla prossima campagna elettorale per le regionali , dovranno certamente tenere banco le scelte “nucleari” del nostro governo e la probabilità abbastanza sicura che un paio di siti piemontesi saranno in ballo per una prossima centrale – leggete questo link con una bresso all’attacco e un cota in difesa.

A livello normativo e di governo la Regione Piemonte negli ultimi anni si è distinta per le scelte necessarie a rientrare negli obiettivi europei ( il famoso 20-20-20) muovendosi decisamente nella direzione  della “green economy”  sposando in pieno il concetto che l’energia ci serve adesso e che la migliore fonte a minor prezzo è il risparmio energetico.

Infatti si stanno già costruendo edifici con comportamenti energetici impensabili fino a qualche anno fa,  favorendo le tecnologie che consentono la maggiore efficienza energetica proibendo invece sistemi di riscaldamento energivori oppure caldaie ormai obsolete.

In tutto questo è anche importante notare come  gli interventi di riqualificazione energetica previsti con le detrazioni fiscali del 55% (volute da bersani e figlie di una legge del fu governo prodi) stanno facendo in modo che moltissimi edifici consumino meno, emettano meno inquinanti e che un intero settore che va dai produttori di caldaie e materiali isolanti, imprese edili ed impiantistiche, affrontino la crisi in modo più sereno.

questi sono gli argomenti che decisamente potremo utilizzare in campagna elettorale, anche e soprattutto con quelle categorie (penso a molti professionisti, artigiani edili e impiantistici) che, paradossalmente,  sono state molto aiutate da queste scelte e che  invece anno fatica a votarci.