fondi alluvionali

30 aprile 2009

dal blog di Massimo Fiorio

ancora oggi, qualsiasi cittadino italiano che richieda alla propria banca l’invio dell’estratto conto versa allo Stato una addizionale pari al 50% dell’imposta di bollo che è destinata a queste zone del Piemonte. Ogni anno sono centinaia di milioni di euro. Finora lo Stato ha incassato quelle risorse e le ha utilizzate per fini impropri. È ora che lo Stato paghi i debiti al Piemonte

segue qui


resistenza e costituzione

24 aprile 2009

in questo periodo così confuso nel quale la nostra costituzione subisce attacchi costanti, le parole del presidente Napolitano ci fanno sentire meno soli, più tranquilli ed orgoglosi di essere italiani.

Nel nostro piccolo domani faremo festa, partecipando alle celebrazioni “ufficiali” locali alla mattina , andando a camminare tra i caffi ed il falchetto nel pomeriggio e chiuderemo con Fausto Fogliati nel pomeriggio inoltrato con un aperitivo in musica.

Sempre consapevoli che i valori della resistenza sui quali si basa la nostra carta costituzionale vanno come non mai difesi, anche da attacchi che puntano alla memoria collettiva  come  questo.

Buon Venticinque Aprile


robert kennedy – discorso sul PIL

22 aprile 2009

La candidatura di Giorgio Ferrero al parlamento Europeo mi ha fatto ricordare questo discorso del marzo 1968 straordinariamente  attuale


Giorgio Ferrero, il PD e l’Europa

22 aprile 2009

Dopo aver raggiunto i vertici di Coldiretti Piemonte ed essersi ritagliato importanti ruoli anche a livello nazionale, Giorgio Ferrero, nel dicembre scorso, ha interrotto la sua brillante carriera nel maggiore sindacato agricolo italiano.
In anni di intensa attività, Giorgio Ferrero si è messo in evidenza nell’affrontare tante sfide, sia a livello regionale che nazionale, fornendo un apporto fondamentale al rinnovamento del settore. Tra gli importanti argomenti che hanno registrato il suo maggiore impegno: la lotta agli organismi geneticamente modificati (Ogm), l’affermazione del concetto di tracciabilità delle produzioni e dei prodotti a chilometri “zero”, fino al convinto supporto all’applicazione delle energie rinnovabili ed alla recente difesa del territorio dalla cementificazione.
Vista la sua giovane età e memori delle importanti battaglie portate avanti con coraggio in Coldiretti, in questi mesi in molti si chiedevano quale fosse il suo futuro.
La direzione regionale del Partito democratico lo ha candidato nei giorni scorsi, all’unanimità, nella lista della circoscrizione Nord Ovest del Parlamento Europeo.
Giorgio Ferrero 43 anni, coniugato e padre di 2 bambine, ha dunque deciso di scendere in politica nel Partito Democratico.


la lega, canelli e le amministrative

21 aprile 2009

A caneli succede che il partito della lega nord, col simbolone, appoggia il candidato del pdl Oscar Bielli, lo si può vedere su tutti i manifesti.

Pare invece che  i militanti siano con il candidato sindaco della seconda lista di centrodestra, Gabusi.

Infatti nella lista di bielli in quota lega ci saranno una ragazza di calamandrana un signore delle moretta e un altro di mombaruzzo, mentre con gabusi ci saranno diversi esponenti locali del carroccio ( anche quelli “istituzionali” pare facciano campagna per lui).

Tutto questo potrebbe forse essere accettabile in piccole realtà sperdute non organizzate, ma non nel secondo centro della provincia.

Spontanei ci sorgono due interrogativi:

vale più il simbolo o quello che si chiama radicamento sul territorio?

E  soprattutto,  come si spiega che il partito principe delle autonomie, dell'”ognuno a casa propria”, non tenga conto  delle realtà e delle istanze locali?.

In linea generale, dai comportamenti tenuti negli ultimi anni,  a noi pare che la città sia vista dai responsabili astigiani del centrodestra come  serbatoio di voti incondizionati, come il giardinetto dietro casa dove si può far quello che si vuole. senza tema di rimetterci qualcosa.

Ci ritroviamo quindi due liste di centrodestra,  due schieramenti che in realtà sono uno solo, diviso da ambizioni e dualismi, ma in sostanziale continuità col passato.

Contro questi avversari noi giochiamo la carta del rinnovamento, della voglia di fare,della capacità , dell’entusiasmo di chi vuole occuparsi direttamente della propria città, sperando che i canellesi, soprattutto quelli che non ci hanno votato in passato, scelgano di dare una possibilità a chi si offre come alternativa a questo che ci sembra, utilizzando per una volta le parole dell’attuale premier,  un vero “teatrino della politica” .


SETTIS E SANTORO

16 aprile 2009
DAL BLOG DI GIANNI CUPERLO

ci siamo permessi di copiare ed incollare perchè lo condividiamo totalmente

Pubblicato il 14 aprile 2009

Prima pagina di Repubblica, questa mattina. L’articolo è a firma Salvatore Settis, uno studioso serio e conosciuto nel mondo. Ne riporto l’incipit: La tragedia dell’Abruzzo martoriato dal terremoto spazza via la farsa del cosiddetto “piano casa”. Frutto di cinica improvvisazione in caccia di voti, esso prevedeva persino “procedure semplificate per le costruzioni in zone sismiche”, fra cui l’abolizione di ogni autorizzazione preventiva, sostituita dal “controllo successivo alla costruzione, anche con metodi a campione”. (le virgolette sono dell’autore dell’articolo)

Naturalmente dopo la tragedia abruzzese le cose sono cambiate radicalmente. E oggi il governo parla espressamente di incentivi a chi ristruttura o ricostruisce secondo il rispetto rigoroso dei criteri antisismici. Ma le parole del professor Settis restano. Nero su bianco. E interrogano tutti. Perché dicono di un governo (di una classe dirigente) che un mese fa, poco più poco meno, quando le case de l’Aquila erano ancora in piedi e i morti non erano morti e gli sfollati non erano sfollati, prevedeva addirittura di abbassare la soglia della vigilanza e dei controlli sull’edilizia privata in zone sismiche.

Poi, come ovvio, la tragedia cambia tutto. Ma qualcuno che dica se le cose scritte oggi sulla prima pagina di Repubblica sono vere oppure no è giusto invocarlo. E subito. Viviamo i giorni del dopo tragedia. La solidarietà è tanta, come è giusto che sia. La politica non ha alimentato le polemiche nei giorni dell’emergenza. E anche questa è a mio vedere una cosa di buon senso. Abbiamo apprezzato la presenza del governo, l’azione della Protezione Civile. Lo sforzo enorme di volontari, vigili del fuoco, forze dell’ordine. Nessuna speculazione. Come si deve fare in un paese civile.

Poi c’è una trasmissione televisiva. La conduce Michele Santoro. Ruotolo è in collegamento dalle zone del sisma. Parlano diversi testimoni. In studio col conduttore, esponenti dell’opposizione e della maggioranza. Tra i primi, Claudio Fava, tra i secondi, Guido Crosetto. Alla fine le vignette di Vauro. Non ho visto la puntata. Ho letto delle polemiche. Parole forti, violente. Come violenta, dicono i detrattori, è stata la propaganda di parte della trasmissione. Che cosa dire? Santoro ha denunciato fatti non veri? Ha indicato responsabilità non provate? Ha denigrato persone o istituzioni meritevoli di ben altro giudizio? Ha falsificato le preoccupazioni espresse nei mesi scorsi? Ha stravolto la realtà delle cose a fini di parte? Lo si denunci per questo. Ma se ha costruito un programma nel contraddittorio, se ha dato voce a persone che si sono assunte la responsabilità di raccontare la loro opinione, se ha ricostruito nel merito le posizioni di singoli cittadini coinvolti nella tragedia….se ha fatto questo, ha espresso uno, anzi più punti di vista. Ha fatto il suo mestiere, come lo intende lui. E questa campagna è un’assurdità che dice molto sul clima del Paese.

Allora, leggo l’articolo del professor Settis. Poi leggo le polemiche su Santoro. E mi chiedo: ma in un paese normale, semplicemente normale, dovrebbe fare più scandalo la trasmissione di un giornalista o l’ipotesi (usiamo pure il condizionale) che un governo abbia scritto in un suo provvedimento (per fortuna mai approvato) le cose che riporta oggi Repubblica sulla sua prima pagina?

Ecco, nel mio piccolo non ho dubbi.

Buone cose.


bizantinismo leghista

16 aprile 2009

intesa pdl lega – no all’election day

La questione è che alla lega un referendum che semplifichi il quadro politico e che porti un minimo correttivo alla “porcata calderoli” (legge elettorale schifosissima che, ricordiamo, spinge i cittadini in un angolo e pone ai partiti centrali, neanche alle segreterie territoriali, le decisioni sulle candidature) non va bene.

Non va bene perchè li metterebbe in difficoltà, allora via!, giochiamo con i quorum, giochiamo con la stanchezza dell’elettorato per i “soliti referendum”  e piazziamolo subito dopo un’elezione europea e tra le tornate amministrative. Pazienza se spendiamo l’equivalente del necessario a costruire un paio di ospedali oppure una serie di plessi solastici o strade ecc. ecc.

direi di chiamare questa la “porcata 2” tanto per dare continuità al nuova onda del “bizantinismo leghista”.