La crisi economica ed il Piemonte – incontro con Bersani a Torino

28 novembre 2008

È ormai evidente che la crisi dei mercati finanziari ha dei pesanti effetti sull’insieme dell’economia mondiale. Anche in Piemonte si assiste a una preoccupante recessione che mette a rischio il nostro sistema produttivo: la riduzione dei consumi, il dilagare della cassa integrazione e dei licenziamenti e il calo degli ordini per le imprese mostrano una situazione in via di peggioramento.

Per questi motivi il Partito Democratico ha indicato alcune urgenti misure per contrastare il peggioramento della crisi:

• sostenere i salari e le pensioni, in particolare dei redditi medio-bassi, da realizzarsi attraverso una immediata riduzione del fisco e ponendosi l’obiettivo, per il 2011, di arrivare a una riduzione fiscale di 100 euro mensili per i redditi fino a 30.000 euro annui;

• intervenire nelle crisi aziendali completando la riforma degli ammortizzatori sociali, per realizzare una rete universale di tutele per tutti i lavoratori, compresi i precari;

• contrastare la precarietà del lavoro e promuovere la buona occupazione.

Su queste priorità il Partito Democratico ha presentato delle proposte precise in Parlamento anche per contrastare le misure del governo che si muovono in direzione opposta: nei fatti, le leggi promosse dall’attuale governo privilegiano i redditi alti, lasciano scadere la legge delega sulla

riforma degli ammortizzatori sociali (scade il 31/12/2008) e favoriscono l’aumento della precarietà nel lavoro. Gli stessi tagli operati sulle risorse degli enti locali riducono le possibilità di comuni, province e regioni di intervenire per sostenere lavoratori e imprese.

Di questo parleranno LUNEDI 01/DICEMBRE alla Galleria di Arte Moderna in C.so Galileo Ferraris 30  a Torino, Sergio Chiamparino, Mercedes Bresso, Gianfranco Mogando e Pierluigi Bersani

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Cose che capitano a Canelli

20 novembre 2008

Vi sono una serie di cose curiose che capitano a Canelli ultimamente, una delle più gustose è questa:

Il gruppo di centrosinistra all’opposizione – uniti per cambiare – ha, in uno scorso consiglio comunale, portato un ordine del giorno che esprimeva contrarietà nei confronti delle delibere effettuate dalla provincia e del comune di Asti relative alla realizzazione di un inceneritore nella nostra provincia e nel comune di Asti, ordine del giorno che è stato respinto dalla maggioranza.

La medesima maggioranza ha allora organizzato un consiglio comunale aperto, invitando l’assessore provinciale (il presidente votava la finanziaria), e una serie di istituzioni provinciali coinvolte nella gestione rifiuti (CBRA,GAIA ecc), il risultato finale è che da quel consiglio aperto è scaturito un documento (  no-inceneritore-canelli-10-novembre )votato all’unanimità, che  è sostanzialmente identico se non per piccole modifiche a quello presentato dalla minoranza la settimana prima. Altro particolare gustoso è che il documento è stato visionato sia dall’assessore provinciale Ferrarsi che da Roberto Marmo (non sappiamo a quale titolo).

Ora tutto questo può sembrare ai più qualcosa di normale,  ma non lo è. Il risultato è certamente notevole perché, in sostanza, nel secondo comune della provincia, feudo dell’onorevole Armosino, si vota un ordine del giorno all’unanimità che si esprime in modo netto contro la linea dettata dalla provincia e dal suo presidente.

Altra notizia degna di nota. Sabato, leggendo la stampa nelle pagine dell’astigiano, il lettore poteva trovare la seguente notizia: “il centrosinistra contro la società di Bielli”.  E’ successo che in Consigio comunale si è discusso di una iniziativa, quella del DVD promozionale inviato a tutti i canellesi, che coinvolgeva la società P.S.P. che, per inciso,  è presieduta dall’ex sindaco Bielli.

Anzitutto balza subito all’occhio un particolare, la società non è di Bielli, Bielli la presiede ma non è la sua. Questo che pare un dettaglio invece è la vera sostanza della questione, perchè durante la discussione è emerso quanto questa sociètà sia attualemnte gestita allo scopo specifico di sostenere il presidente e le sue evidenti mire di ricandidarsi a sindaco. Infatti la medesima si occupa di promozione, di organizzare Canelli città del vino, ma poco di sviluppo, per esempio di ricerca.

Prova ne sia che tre settimane fa a Canelli si è svolto un incontro organizzato da Flavio Carillo, Piergiorgio Robino e Fausto Fogliati come “osservatorio sulle attività produttive della valle belbo” , rivolto alle imprese relativo ai “poli dell’innovazione” al quale hanno partecipato numerose aziende canellesi. All’incontro hanno partecipato tra gli altri il rettore della facoltà di meccanica del politecnico, il presidente di finpiemonte, due ricercatori universitari che hanno effettuato per conto della regione un lavoro di analisi sullo stato di salute del nostro distretto industriale (link polo_innovazione), tutto questo con buona pace dei nostro governo cittadino e della PSP, troppo impegnate a realizzare DVD o Manifestazioni Varie per occuparsi del Lavoro e delle opportunità di finanziamento costituite dai Poli di Innovazione “.

Come ultima nota ritengo sia giusto sapere che Fausto Fogliati, già membro del consiglio di amministrazione di psp (in rappresentanza del comune di Canelli) ha rassegnato recentemente le dimissioni adducendo queste ed altre ragioni. – ecco il link (psp-dimissioni)

buone cose



FAUSTO FOGLIATI CANDIDATO SINDACO A CANELLI

8 novembre 2008

Ieri sera, nel salone delle stelle del municipio di Canelli  si è tenuta la conferenza stampa del gruppo di minoranza in Consiglio Comunale  – Uniti per Cambiare – per presentare la candidatura di Fausto Fogliati a sindaco nella tornata elettorale amministrativa del prossimo anno.

La serata è stata molto bella, Mariella Sacco ha  spiegato tutto il processo che ha portato alla candidatura e, senza fronzoli, ha introdotto un candidato inizialmente piuttosto emozionato. Emozione contagiosa per molti dei presenti, poi la voglia di farsi sentire ha preso il sopravvento e Fausto ha  fatto il suo primo intervento da candidato sindaco e lo ha fatto molto bene.

Da oggi quindi comincia una dura campagna elettorale, basata sulla chiarezza degli intenti, sulla passione delle persone, sulla voglia di cambiare, di voltare pagina.

Noi tutti crediamo che per fare questo ci voglia determinazione, intelligenza, voglia, capacità di ascolto, e tutte queste doti Fausto le porta con sè.

Ritengo che su tutte una cosa vada detta, questo gruppo, costituitosi in questi ultimi 4 anni, ha percorso un strada tutta in salita ma ha saputo imparare moltissimo e porre sempre innanzi ogni iniziativa il bene comune, rifuggendo le facili polemiche.

Un gruppo che ha fatto un’esperienza notevole, che ha toccato profondamente con mano molti problemi della città, che con passione nel tempo li ha analizzati, che ha sempre proposto oltre che criticare, un gruppo che riesce a fare sintesi tra le posizioni dei singoli, un gruppo che  ha espresso questa candidatura e che si apre ancora una volta alla città per confrontarsi.

Un gruppo che è pronto per governare.

Da questo blog facciamo a Fausto il  più fragoroso incoraggiamento, gli promettiamo  tutto l’aiuto e la partecipazione  possibile, e , siccome la strada davanti è ancora molto lunga prendiamo tutti un bel respiro… e partiamo!


commenti

7 novembre 2008

nel blog di gianni cuperlo ho trovato queste parole

“l punto allora è prendere atto della grandezza di ciò che abbiamo vissuto ma distinguere. E distinguere, a mio parere, vuol dire non pensare neanche per un istante che alla sinistra europea (e ai democratici italiani) tocchi adesso il compito di imitare. Copiare. Importare e trasporre quel miracolo unico a cui abbiamo assistito in diretta. Perché non è questo che serve e che può funzionare. Non sono le formule di Obama che ci aiuteranno. Non è il suo linguaggio unico e mirabile (che però fuori da quel contesto avrebbe difficoltà a imporsi). Ma è la rottura che ha prodotto. E’ l’atto in sé: la scelta di puntare ogni risorsa sul cambiamento possibile. C’è un coraggio di fondo nell’impianto culturale e ideale e programmatico che dovrebbe parlare ai conservatorismi della sinistra e spingerla (spingerci) a percorrere sentieri meno battuti. Meno sicuri

Direi che è una analisi schietta e mi trova totalmente d’accordo, nel punto sucessivo c’e un passaggio sull’uscita della Binetti su omosessualità e pedofilia che è condivisibile (almeno da me), eccolo .

Ma chiedo: riconoscere (qualche anno dopo l’organizzazione mondiale della sanità) che l’omosessualità non è una patologia, affermare il pieno diritto dei gay a vedere rispettata e tutelata la loro vita (il che si ottiene in democrazia anche attraverso una mappa chiara di diritti e responsabilità), evitare di alludere a una sciagurata equazione tra l’omosessualità e la pedofilia, ecco tutto questo fa parte oppure no del modo di stare insieme di un partito che si definisce democratico? Insomma è un pezzo della sua identità e  del suo civismo e della sua cultura?

a presto

E.


È lui il passaggio a Nord-Ovest

5 novembre 2008

Furio Colombo

Barack Obama, foto Epa

Perché Obama? Puoi rispondere che è democratico e ragionevole in un mondo (l’America e la sua immensa influenza) dominato da una destra irragionevole. Ancora una volta devo la definizione al Premio Nobel Paul Krugmam. Non c’è dubbio che quando una persona per bene, come McCain si associa (o si lascia associare) a un personaggio come Sarah Palin, cacciatrice di orsi e di anticristi, il rispettabile candidato repubblicano entra nel magico e malefico mondo dell’irragionevole. Puoi rispondere che Obama ha percorso e percorre le strade degli Stati Uniti di oggi, gremite di persone isolate, spaventate, molte seriamente impoverite, tutte spossessate di una ragionevole visione del futuro. Mentre John McCain era intento ad avventurarsi nel passato, a cercare i riflettori della gloria, a sventolare bandiere.

Conta l’età. Non tutti sono vecchi a settant’anni. McCain lo è, in ogni parola, in ogni gesto, in tutto ciò che mostra di pensare, in tutto ciò che decide di ricordare. Non tutti sono giovani a 46 anni. Obama lo è, nel modo più rassicurante. Giovane e maturo. La sua maturità, l’allargamento davvero raro del suo orizzonte si deve al suo importante e presunto handicap: essere nero. Essere il primo afroamericano che si avventura nella zona di punta del potere. Cerco di spiegare.

Non è l’essere nero che dà a Obama una misura più ampia di confronto con il mondo. Barack Obama esiste ed è leader a causa del coraggio a volte straordinario di alcuni che lo hanno preceduto, dal Charles Wright di Ragazzo nero, al Ralph Ellison de L’uomo invisibile a Martin Luther King, il primo Nobel dei diritti civili e della non violenza. L’autorevolezza naturale di Obama, viene dal suo limpido riconoscersi con coloro che, dall’area più arrischiata ed emarginata dell’avventuroso paese America, lo hanno preceduto aprendo sentieri impossibili, guadagnando spazio e ottenendo il riconoscimento di un mondo ingiusto ma non cieco e non sordo. Barack Obama è autore di questo inedito miracolo nel mondo delle comunicazioni di massa invase di televisione: riempie piazze immense e non fa spettacolo. Non è il simbolo di qualcosa che riguarda qualcuno, è un simbolo che riguarda tutti. Quel ruolo è di essere esattamente se stesso. Dunque un uomo giovane, colto, competente, evidentemente dotato di leadership. Nero.

Barack Obama non esalta e non glissa, non fa il nero di professione e non fa mai finta di ignorare o di sorvolare su ciò che altri (tanti?) potrebbero giudicare insuperabile. La sua forza sta in quel «noi» con cui segna tutti i suoi discorsi, con cui chiama ciascun cittadino a non ignorare qualcosa di lui. Ma, piuttosto, a spostare su se stesso la responsabilità dunque la partecipazione a quel «noi».

Tutto ciò porta a dire: vedete, Barack Obama, benché sia nero, è un moderato. Chi lo dice deve avere trascurato di leggere o ascoltare il suo indimenticabile discorso sul razzismo. Con quel discorso, mettendo tutto alla luce del sole, compreso il militantismo ostile ai bianchi del pastore della sua Chiesa, Barack Obama si è impegnato, senza esitazione, senza remore, a guidare i suoi concittadini oltre il razzismo. Ha proposto di riconoscere uno stato di cose al di là del quale il paese America comincerà a esistere di nuovo. La posta è altissima, la più arrischiata, la più rivoluzionaria per Stati Uniti dopo la fine dello schiavismo, dopo il New Deal, dopo il Movimento per i diritti civili. Eventi come questi, quando accadono non cambiano solo l’America. Quando accadono, se accadono, cambiano il mondo.


buon giorno

5 novembre 2008

Questa mattina alle 5 mi sono svegliato ed ho acceso la tv, la prima immagine che ho visto era quella del reverendo jesse jackson che piangeva di gioia, allora ho capito che Obama ce l’aveva fatta.

Credo proprio che molti di noi ricorderanno questa come una data storica per la storia degli stati uniti e del mondo intero, una vittoria che da nuovo vigore alle democrazie e che ci ridà speranza in un mondo migliore.

Ci sarà tempo per approfondire, per ora gustiamoci questo momento.

buone cose

Enrico