migliori sensazioni

31 ottobre 2008

Rieccoci

Prima di tutto sono stato a Roma in quel meraviglioso corteo del 25 ottobre, corteo enorme (non lo so quanti eravamo e devo dire che non mi interessa), l’effetto della folla, il suo fluire ordinata e mai sopra le righe , mi ha fatto sentire meno solo e in qualche modo mi ha rimesso in pace con il mio paese (e un pochino anche col mio partito).

Poi ci sono state le manifestazioni degli studenti e quella enorme di ieri, la sensazione è chebuona parte del nostro paese si sia risvegliato da un sonno di qualche mese e si sia accorto di che pasta è fatto il proprio governo.

Non mi dilungherò sulle reazioni scomposte di alcuni ministri,  la russa, maroni e dello stesso premier, nè sulla evidente linea, tipica dei governi della destra, di tagliare ai deboli(vedi i tagli alle elementari che influiranno sulle famiglie) per donare ai ricchi (vedi lo sgravio ICI a chi non ne aveva proprio bisogno). Vorrei invece che il mio partito ripartisse da queste prove di forza per fare delle proposte al paese, per rimettersi in sintonia col medesimo. parlare con coraggio  di educazione, di scuola, di legalità, di ambiente e di energia , di sviluppo sostenibile.

Avevamo scritto su questo blog che si cominciava a “sentire il gusto” del governo berlusconi, siamo stati facili profeti, ora si tratta di cominciare le battaglie: per esempio cominciando la raccolta delle firme per il referendum contro la Gelmini, assieme certamente a tutti quelli che ci vorranno stare.

buone cose

Enrico


scuola – comunicazioni della giunta regionale

28 ottobre 2008

Riceviamo e pubblichiamo
CONFERENZA STRAORDINARIA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO:

sottoscritto un documento di richieste e proposte formali che sara’ presentato al Governo
Continua il confronto tra enti locali, associazioni e sindacati in merito a quali soluzioni e provvedimenti adottare rispetto ai decreti sulla scuola proposti dal governo, questa volta in sede di Conferenza per il Diritto allo Studio riunitasi questa mattina presso il museo di Scienze naturali di Torino, in seduta straordinaria allargata anche ai sindaci dei comuni sedi di autonomia scolastica.

Le disposizioni inserite nella legge finanziaria e i contenuti del Piano programmatico adottato dal ministero dell’istruzione, rischiano di far crescere in modo esponenziale i costi del diritto allo studio a carico degli enti locali, rendendo insufficiente anche l’investimento sostenuto dalla Regione Piemonte di oltre 100 milioni di euro previsti dalla recente legge 28 sul Diritto allo studio.
In tal senso la Conferenza di oggi, ha ritenuto le disposizioni del governo lesive delle prerogative e delle competenze delle regioni e delle Autonomie locali e ha quindi voluto, a conclusione dei lavori, sottoscrivere all’unanimità un documento formale contenete proposte di chiarimento e confronto da presentare nei prossimi giorni al Governo in sede di Conferenza Unificata e Conferenza stato-regioni.
Tra le richieste contenute nel documento: la revisione del piano di dimensionamento scolastico, considerato inadeguato alle esigenze del territorio; la rideterminazione della rete scolastica e dell’organico prevedendo il diretto coinvolgimento delle regioni e degli enti locali; il mantenimento dell’attuale tempo scuola nelle scuole d’infanzia, primarie e secondarie di 1° grado; una più attenta valutazione del rapporto allievi-calssi considerando la situazione reale di ciascuna regione.

“Nell’incontro di questa mattina – sottolinea la presidente Mercedes Bresso – abbiamo ribadito la nostra ferma opposizione nei confronti dei tagli alla scuola ordinati dal Governo. Noi siamo contrari al maestro unico, all’eliminazione del tempo pieno, alla penalizzazione delle autonomie scolastiche, alla conseguente chiusura di molte scuole. Siamo contrari a tagli assurdi e ingiustificati perché non siamo disposti a far collassare il nostro sistema scolastico. Fino ad oggi la nostra è stata una delle Regioni più virtuose per efficienza e riduzione di eventuali sprechi nella scuola. Negli ultimi dieci anni, abbiamo proceduto, come stabilito dal decreto del ’98, con l’adeguamento del Piano scolastico regionale. Così faremo quest’anno, operando, entro il mese di novembre, le revisioni necessarie. Non smetteremo di essere una Regione virtuosa. Questa è la nostra resistenza attiva per difendere la qualità della scuola sul nostro territorio. Siamo disponibili – come sempre – a discutere con il Governo, ma non a farci imporre decisioni, tanto più se queste portano alla distruzione del nostro sistema scolastico. Ma, soprattutto, secondo l’accordo stabilito fra Stato e Regioni sul federalismo, la competenza dell’istruzione passerà alle Regioni dal prossimo anno scolastico (2009-2010). Lo Stato deve, quindi, confrontarsi con noi, che saremo titolari della materia. Procedendo di questo passo, cioè con lo Stato che impone decisioni in materie non proprie e non concede alcuna autonomia fiscale, in Italia non ci sarà mai il federalismo. La Costituzione parla chiaro. Non dice che lo Stato deve prendere decisioni al posto delle Regioni, ma il contrario, che le Regioni e gli enti locali sono enti autonomi con proprie competenze. Quelle che il Governo ci propone non sono regole accettabili”.

“I decreti adottati dal governo – conclude l’assessore all’istruzione Giovanna Pentenero – ledono il principio di leale collaborazione tra stato ed enti locali sancito dalla Costituzione. Non siamo disposti ad accettare e giustificare tali provvedimenti come strumenti necessari di una manovra di coordinamento di finanza pubblica. La sostanziale riduzione del tempo scuola, i tagli all’organico (6000 docenti in meno in tre anni e 3000 unità di personale Ata); la chiusura dei piccoli plessi scolastici, rischiano di stravolgere radicalmente l’attuale sistema scolastico, costringendo comuni, comunità montane, province e Regione ad un notevole sforzo per riuscire a garantire per i prossimi anni le risorse che verranno a mancare per il diritto allo studio.”


acqua bene comune?

24 ottobre 2008

Riceviamo, pubblichiamo e sottoscriviamo questo appello di Claudio Riccabone

L’ormai famigerata Legge 6 agosto 2008, n. 133 (“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 – Suppl. Ordinario n. 196) ha introdotto, all’articolo 23 bis (relativo ai servizi pubblici locali di rilevanza economica), la “necessità” di conferire la gestione dei servizi pubblici locali, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società… Fra i servizi pubblici la cui gestione dovrà essere affidata a soggetti privati, ci sono anche quelli relativi all’acqua!
Vi riporto gli stralci dell’articolo in questione (che non esisteva, nell’originario decreto legge 112!):

Art. 23-bis.
Servizi pubblici locali di rilevanza economica

2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità.

5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.

10. Il Governo, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni ed entro centottanta giorni alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, nonche’ le competenti Commissioni parlamentari, emana uno o più regolamenti, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, al fine di:

d) armonizzare la nuova disciplina e quella di settore applicabile ai diversi servizi pubblici locali, individuando le norme applicabili in via generale per l’affidamento di tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonche’ in materia di acqua;

Vi segnalo per ora alcuni siti su cui si trovano notizie di iniziative e campagne contro la privatizzazione dei servizi idrici.
http://www.acquabenecomune.org
http://www.peacelink.it/consumo/a/27507.html (in cui viene anche riportato un articolo di Alex Zanotelli, del 26 agosto scorso)

Come per la scuola, università e ricerca, si stanno facendo passare sottobanco, all’interno di testi di legge omnicomprensivi e farraginosi, norme che incideranno pesantemente sulla vita dei cittadini


brutte sensazioni

23 ottobre 2008

Non so voi, ma io comincio sinceramente ad avere brutte sensazioni, l’insofferenza verso chi protesta tipica dei governi autoritari sta venendo fuori in modo preoccupante.

La sortita del premier sulla polizia nella scuola è paurosa, per toni e per tempistiche.

La sensazione che vorrei condividere con voi è che sempre di più questo governo crea e inaspriosce le spaccature tra la società italiana, i “buoni cittadini” contro  gli studenti perdigiorno, contro i fannulloni della pubblica amministrazione, contro i clandestini, contro i figli degli immigrati che non parlano l’italiano, contro quei governi europei che ci impongono “assurdi” limiti di emissione di inquinanti…

In questo schema ogni voce che tenta di mostrare la complessità del problema ridotto a semplice slogan viene vsta con fastidio e banallizzata.

Il compito dell’opposizione diventa sempre più difficile perchè certamente oltre a  incalzare il governo sui problemi di tutti i giorni dei cittadini, (scuola, stipendi, occupazione) dovrà porre velocemente dei rimedi alle divaricazioni tra i pezzi della nostra società dove nuotano a volte indisturbati coloro che ci governano.


come volevasi dimostrare..

17 ottobre 2008

ecco la reazione dellunione europea  alle nostre cifre sul clima, da la repubblica

BRUXELLES – A Bruxelles sono “allibiti”: sul costo del pacchetto di misure europee per contenere l’effetto serra, l’Italia dà numeri sbagliati”. Se Berlusconi ieri calcolava che il costo sarà di 18 miliardi all’anno (mercoledì erano 25 miliardi), il commissario Ue all’ambiente Stavros Dimas, i costi sarebbero tra i 9,5 e i 12,3 miliardi. Anzi, per la Ue, “l’Italia è uno dei Paesi che probabilmente farà l’affare migliore” sul clima, anzichè subire uno svantaggio insopportabile.

“In Italia – ha detto il commissario – i numeri sono completamente al di fuori di ogni proporzione rispetto a quello che chiediamo ai Paesi di fare. Non so da dove vengono, ma non sono quelli che noi chiediamo”, ha precisato il commissario.

E dall’opposizione, si alza la voce del leader del Pd Walter Veltroni che accusa il governo di “isolare il nostro paese dal nucleo storico dell’Unione europea. Come hanno detto in questi giorni i principali leader europei anche di centrodestra, da Barroso a Sarkozy a Merkel, come ha ribadito oggi con parole esplicite e dure il commissario europeo all’ambiente Stavros Dimas, la drammatica crisi finanziaria di queste settimane non ferma i mutamenti climatici e dunque non può e non deve fermare l’impegno per arginarli”.

(17 ottobre 2008)


stiamo cominciando a sentire il gusto…

17 ottobre 2008

Avremmo dovuto in questa sede farvi partecipi dellle iniziative recendti del pd, raccontarvi di come le nostre idee per canelli su urbanistica e ambiente e servizi e sanirtà si sono dispiegate nella mattinata del 5 ottobre , di come sia stato interessante l’intervento di Claudio Riccabone , che posteremo in seguito sul blog; di come Mariella Sacco sia stata naturale e diretta nella sua esposizione riguardo la nostra idea di casa della salute e della necessittà di servizi sul nostro territorio.

In questi giornio purtroppo siamo stati affaccendati in mille cose e non ne abbiamo avuto tempo.

Oggi invece è la stretta attualità che pressa:  sono le classi differenzialli per immigrati ( presenti su una mozione passata l’altra sera in parlamento)  sulle quali gianni cuperlo pone un commento totalmente condivisibile che metto qui;

sono i tagli della scuola che stanno generando una situazione da ecatombe in piemonte

sono le nostre richieste all’unione europea per non rispettare l’obbiettivo di riduzione dei gas serra, dell’aumento di utilizzo di fonti rinnovabili e di aumento di risparmio energetico – l’obiettivo 20-20-20. Obiettivo che la regione piemonte ha fatto suo e che lo stato centrale e confindustria vedono come un costo che metterebbe in ginocchio la nostra economia…

Insomma, ce n’è abbastanza per accendere la spia di allarme, noi nel nostro piccolo vedremo di dare un contributo, con incontri e riunioni, soprattutto per renderci tutti bene conto per esempio di cosa significhi la riforma gelmini per ognuno di noi qui a canelli.

La scuola, assieme ad  un lavoro molto importantie sui poli di innovazione sono i prossimi obiettivi per la nostra politica locale. Nel frattempo si va a roma il 25 ottobre, così, per non sentirsi troppo soli…

a presto


ci vediamo domenica

2 ottobre 2008

Il Circolo di Canelli del Partito Democratico ti invita

il 5 OTTOBRE dalle Ore 9,30 nel Salone dell’Enoteca Regionale di Canelli:

discuteremo di:

QUALITA’ DI VITA

Le ipotesi di sviluppo

Idee, proposte, prospettive e speranze per la nostra città tra politica locale e nazionale

Interventi di :

– *Massimo Fiorio* – deputato PD

– *Angela Motta* – consigliere regionale PD

– *Enrico Gallo* – coordinatore PD Canelli

– *Mariella Sacco* – capogruppo in consiglio comunale della lista “uniti per cambiare”

– *Claudio Riccabone* – geologo – membro del coordinamento del circolo di Canelli del pd

Conclude: *prof. Giorgio Calabrese* — “pane e vino non ti mancava”

*Segue ricco aperitivo *